Casse malati: la misura è colma!

Il Ticino è sempre più soffocato dai premi di cassa malati; nel 2020 l’aumento medio sarà del 2.5%, ma per alcuni assicurati l’aumento sarà quasi in doppia cifra. La vittima principale di questa ennesima “stangata” sarà, di nuovo, il ceto medio, che non può accedere ai sussidi, ma per il quale il premio di cassa malati è oramai diventata la voce di spesa più importante dopo l’affitto.

Una famiglia di quattro persone, senza concedersi “sfizi” con le complementari, spende ormai 12’000 franchi all’anno di premi; in pratica si lavora due mesi all’anno solo per pagare la cassa malati.Le casse malati, attraverso i loro lobbisti, accusano i ticinesi di essere “culturalmente” più propensi ad andare dal medico rispetto agli svizzero-tedeschi. Le esperienze del passato hanno in realtà dimostrato che per molti anni i ticinesi hanno pagato premi troppo alti, finanziando indirettamente i premi (più) bassi di altri Cantoni. La restituzione dei premi pagati in eccesso si è purtroppo risolta in una vergognosa presa in giro a danno dei ticinesi. Ben vengano quindi le iniziative cantonali messe a punto dal DSS per aumentare la trasparenza e per limitare le riserve miliardarie delle casse malati. A Berna proposte simili sono già state discusse a più riprese dall’Assemblea federale, bocciate, purtroppo, da una maggioranza più attenta ai desideri dei vari gruppi d’interessi che non a quelli della popolazione e dei cantoni.Per garantire a tutti cure di qualità, occorrerà ripensare in profondità il sistema. Dobbiamo scongiurare il rischio di una medicina a due (o più) velocità, che purtroppo si sta già delineando e che potrebbe aggravarsi con l’invecchiamento della popolazione. Dal lato del finanziamento dell’assicurazione malattia, la soluzione più equa sarebbero premi in base al reddito. Considerata la lentezza del sistema politico svizzero, servono però anche misure urgenti a sostegno delle famiglie e dei bassi redditi, che fanno sempre più fatica a pagare la polizza. D’altra parte i premi delle casse malati dovrebbero finanziare la sanità, non il profitto di casse malati, cliniche private e case farmaceutiche. L’Assemblea federale, ostaggio di lobby agguerrite, è finora rimasta indifferente al continuo strapazzamento dei cittadini. Non si può quindi pensare di cambiare le cose, mantenendo invariata la deputazione all’Assemblea federale.A Berna mi impegnerei anche per questo: per un sistema trasparente e libero da interessi particolari, per un giusto dimensionamento dell’offerta sanitaria privata (oggi spesso eccessiva), per un abbassamento dei prezzi dei farmaci e una cassa malati pubblica, con primi in base al reddito. Una nuova politica è possibile, basta volerla!